"Capo Verde terra d'amore vol. 5" in allegato col numero di maggio della rivista Musica Jazz.
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
domenica 11 maggio 2014
venerdì 11 maggio 2012
SWAGATO - SASSETTI
Due lutti in questi ultimi giorni hanno colpito due artisti europei che in qualche modo hanno avuto a che fare con Capo Verde.
Ieri, 10 maggio, è scomparso il sassofonista e flautusta tedesco Swagato, che si era stabilito a Capo Verde, scegliendo Mindelo come luogo dove esprimere le sue doti professionali, collaborando con tanti artisti locali tra i quali Bau, Micau, Hernani Almeida, Zé Paris, Jenifer Soledade, con cui ha dato vita al progetto musicale Olinos.
Risultato di questa collaborazione è il cd del 2005 “Enkantod k’bo rosto”.
Un altro artista, il pianista portoghese Bernardo Sassetti, è tragicamente morto oggi, 11 maggio, a seguito di una caduta da una roccia a Praia do Guincho, Lisbona.
Bernardo Sassetti era nato nel 1970 a Lisbona e aveva collaborato fra gli altri, anche con Mário Laginha, Camané, Mayra Andrade e Tito Paris.
Ieri, 10 maggio, è scomparso il sassofonista e flautusta tedesco Swagato, che si era stabilito a Capo Verde, scegliendo Mindelo come luogo dove esprimere le sue doti professionali, collaborando con tanti artisti locali tra i quali Bau, Micau, Hernani Almeida, Zé Paris, Jenifer Soledade, con cui ha dato vita al progetto musicale Olinos.
Risultato di questa collaborazione è il cd del 2005 “Enkantod k’bo rosto”.
Un altro artista, il pianista portoghese Bernardo Sassetti, è tragicamente morto oggi, 11 maggio, a seguito di una caduta da una roccia a Praia do Guincho, Lisbona.
Bernardo Sassetti era nato nel 1970 a Lisbona e aveva collaborato fra gli altri, anche con Mário Laginha, Camané, Mayra Andrade e Tito Paris.
domenica 9 ottobre 2011
Son di Santiagu
sondisantiagu.blogspot.com, curato da Angelo “Djinho” Barbosa, candidato a Jornal on Line per il 2011, è uno dei più noti blog di informazione culturale e musicale su quanto succede a Capo Verde in generale ed in particolare nell’isola di Santiago.
Oltre ad utili informazioni e a tantissime immagini di artisti capoverdiani, con un’apposita sezione (Músicos de Cabo Verde), Barbosa ha dedicato uno spazio per la pubblicazione di lavori sulla musica, con interessanti saggi e tesi su alcuni generi musicali che sono stati oggetto di studio e approfondimento, come il Batuko (Gláucia Nogueira) e il Kola San Jon (Ana Flávia Miguel Lopes), oltre ad un saggio del sociologo César Augusto Monteiro sulla musica capoverdiana nell’area metropolitana di Lisbona.
È possibile accedere alla sezione selezionando dal menu il link Divulgason
venerdì 4 febbraio 2011
Nha Nacia Gomi

Nha Nacia Gomi insieme a Teté Alhinho e Tibau Tavares al Quintal da Música
Ci ha lasciato oggi, Nha Nacia Gomi.
Era nata nel 1925 nell’isola di Santiago.
Era considerata l’artista vivente più importante del Finason, la regina del Finason, uno dei generi musicali e comunque un’espressione culturale tra le più autentiche ed importanti di Capo Verde in genere e dell'isola di Santiago in particolare.
Un autentico monumento della cultura capoverdiana che negli ultimi anni ha ispirato tanti artisti tra cui i Ferro Gaita e Princezito.
Molti sono i gruppi di batuque nati dopo la riscoperta e la valorizzazione del lavoro di Nacia Gomi.
Un’altra biblioteca che scompare, ma che tramanda la sua cultura attraverso il lavoro ed i dischi a cui ha partecipato, in particolare con N’Toni Denti D’oro, altro monumento nazionale del batuque.giovedì 25 marzo 2010
Concerto di Jerusa Barros

26 marzo 2010, concerto di presentazione del nuovo EP “Jerusa Barros & Cabeça Negra” , prodotto da Fabio Rizzo e Francesco Cimino, al Teatro Montevergini di Palermo, ore 21.00.
Ingresso euro 5,00.
Per l'occasione sarà in vendita il cd ad un prezzo speciale di euro 5,00 anzichè euro 8,00.
http://www.myspace.com/jerusabarros
venerdì 15 maggio 2009
Capo Verde terra d’amore

Esce oggi il CD “Capo Verde terra d’amore, vol. 1”, il primo disco che fa parte di un progetto che prevede l’interpretazione, nella versione italiana, dei maggiori successi della musica Capo Verde.
Questo primo disco contiene 12 canzoni interpretate e rese famose da Cesária Évora, la cantante capoverdiana più nota a livello internazionale e da Teófilo Chantre.
Il disco, nato da un progetto di Alberto Zeppieri, è prodotto dall’associazione culturale non-profit Numar Un di Udine in collaborazione con l’etichetta Lusafrica di José da Silva.
Il libretto è corredato dei testi in italiano e dalle foto di Marzio Marzot e Fabio Caniglia.
Il ricavato andrà a finanziare gli interventi umanitari del Programma Mondiale Alimentare.
Al progetto hanno prestato la loro voce tra gli altri, oltre ai capoverdiani Cesária Évora e Teófilo Chantre, anche Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Eugenio Bennato, Patrizia Laquidara, Antonella Ruggero e Grazia di Michele ecc.
Per saperne di più www.capoverde-italia.it
Capo Verde terra d'amore vol. 1
Questo primo disco contiene 12 canzoni interpretate e rese famose da Cesária Évora, la cantante capoverdiana più nota a livello internazionale e da Teófilo Chantre.
Il disco, nato da un progetto di Alberto Zeppieri, è prodotto dall’associazione culturale non-profit Numar Un di Udine in collaborazione con l’etichetta Lusafrica di José da Silva.
Il libretto è corredato dei testi in italiano e dalle foto di Marzio Marzot e Fabio Caniglia.
Il ricavato andrà a finanziare gli interventi umanitari del Programma Mondiale Alimentare.
Al progetto hanno prestato la loro voce tra gli altri, oltre ai capoverdiani Cesária Évora e Teófilo Chantre, anche Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Eugenio Bennato, Patrizia Laquidara, Antonella Ruggero e Grazia di Michele ecc.
Per saperne di più www.capoverde-italia.it
Capo Verde terra d'amore vol. 1
1. Crepuscolare solitudine (Crepuscular Solidão) – Cesária Évora e Gianni Morandi
2. Buona vita (Roda Vida) - Ornella Vanoni e Teófilo Chantre
3. La mia piccola città (Petit Pays) - Bungaro
4. Il cibo della festa (Modje Trofel) - Giua
5. Incanto (Encanto di Cretcheu) - Eugenio Bennato e Teófilo Chantre
6. Assenza (Auséncia) - Patrizia Laquidara
7. Canta, mia amata Capo Verde (Canta Cabo Verde) - Teófilo Chantre
8. Segreti al chiar di luna (Segredo na luar) – Lucilla Galeazzi e Peppe Voltarelli
9. Linda Perez Mimosa (Eres Mimosa) - Antonella Ruggiero
10. Sull'Avenida Marginal (Avenida Marginal) - Mario Lavezzi e Antonino
11. Questo amore (Saia travada) - Grazia Di Michele
12. Ricordo d'infanzia (Um pincelada) – Cesária Évora e Gigi D’Alessio
sabato 31 gennaio 2009
L'inizio
Ho visitato Capo Verde la prima volta nel 2002.
A Praia, la capitale dell’arcipelago, nonché capoluogo di Santiago, la più “africana” delle 10 isole che compongono l’arcipelago, ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere Teté Alhinho, una cantante molto nota nell’ambiente musicale capoverdiano, allora a me del tutto sconosciuta.
Conservo con molto piacere un suo disco che in quell’occasione gentilmente mi regalò (si trattava di Voz, che alcuni anni dopo uscì in un’edizione per l’Europa). In cambio le promisi che, al ritorno in Italia, mi sarei impegnato per far conoscere di più la musica capoverdiana, anche se allora non ci credevo molto, né avevo idea di cosa fare per mantenere quella promessa.
L’occasione si presentò poco più di un anno dopo allorché venni a contatto con alcuni conduttori dell’emittente radiofonica fiorentina Novaradio. Presi contatto con il direttore della radio e dopo pochi giorni ero ospite, insieme ad Hipólito Soares, capoverdiano dell’isola di São Nicolau, da anni residente in Italia, di un programma di Papa Leo, il quale ci diede l’opportunità di presentare alcuni brani di musica di Capo Verde. Dopo un’altra breve apparizione in radio iniziammo con un programma tutto nostro.
Nel frattempo avevo avuto modo di approfondire la cultura e la musica di questo arcipelago situato in mezzo all’Atlantico a circa 450 chilometri al largo delle coste del Senegal, ritornandoci altre volte.
L’avventura radiofonica andò avanti per quattro intensi anni, in cui abbiamo potuto sperimentare l’interesse degli ascoltatori per la musica capoverdiana, non solo di Firenze, ma di ogni angolo di mondo, dal momento che la radio offre i suoi servizi anche in streaming attraverso internet.
È straordinario come un piccolo paese, con circa 450.000 abitanti residenti nelle isole, e almeno il doppio distribuito in varie parti del pianeta, abbia un patrimonio musicale tra i più vari e ricchi al mondo. Le culture e le tradizioni di più continenti, Africa, Europa e America centrale e meridionale, si sono fuse in maniera indissolubile dando origine ad un insieme assolutamente irripetibile ed unico nel suo genere.
Morna, coladera, funaná, batuko, tabanka, finaçon, lundum, talaia baxu, colá San Jom, cabozouk, sono alcuni dei generi musicali attraverso cui gli artisti capoverdiani esprimono la ricchezza culturale, sedimentata nel corso di cinque secoli di oppressione coloniale portoghese e che noi abbiamo provato a far conoscere anche in Italia, insieme alla sua storia ed agli innumerevoli aspetti culturali tipici dell’arcipelago.
Adesso che quell’esperienza radiofonica è arrivata al capolinea (chissà, forse un giorno potrebbe ricominciare!), il mio impegno per la diffusione della conoscenza della musica capoverdiana si trasferisce su questo blog appena creato.
A Praia, la capitale dell’arcipelago, nonché capoluogo di Santiago, la più “africana” delle 10 isole che compongono l’arcipelago, ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere Teté Alhinho, una cantante molto nota nell’ambiente musicale capoverdiano, allora a me del tutto sconosciuta.
Conservo con molto piacere un suo disco che in quell’occasione gentilmente mi regalò (si trattava di Voz, che alcuni anni dopo uscì in un’edizione per l’Europa). In cambio le promisi che, al ritorno in Italia, mi sarei impegnato per far conoscere di più la musica capoverdiana, anche se allora non ci credevo molto, né avevo idea di cosa fare per mantenere quella promessa.
L’occasione si presentò poco più di un anno dopo allorché venni a contatto con alcuni conduttori dell’emittente radiofonica fiorentina Novaradio. Presi contatto con il direttore della radio e dopo pochi giorni ero ospite, insieme ad Hipólito Soares, capoverdiano dell’isola di São Nicolau, da anni residente in Italia, di un programma di Papa Leo, il quale ci diede l’opportunità di presentare alcuni brani di musica di Capo Verde. Dopo un’altra breve apparizione in radio iniziammo con un programma tutto nostro.
Nel frattempo avevo avuto modo di approfondire la cultura e la musica di questo arcipelago situato in mezzo all’Atlantico a circa 450 chilometri al largo delle coste del Senegal, ritornandoci altre volte.
L’avventura radiofonica andò avanti per quattro intensi anni, in cui abbiamo potuto sperimentare l’interesse degli ascoltatori per la musica capoverdiana, non solo di Firenze, ma di ogni angolo di mondo, dal momento che la radio offre i suoi servizi anche in streaming attraverso internet.
È straordinario come un piccolo paese, con circa 450.000 abitanti residenti nelle isole, e almeno il doppio distribuito in varie parti del pianeta, abbia un patrimonio musicale tra i più vari e ricchi al mondo. Le culture e le tradizioni di più continenti, Africa, Europa e America centrale e meridionale, si sono fuse in maniera indissolubile dando origine ad un insieme assolutamente irripetibile ed unico nel suo genere.
Morna, coladera, funaná, batuko, tabanka, finaçon, lundum, talaia baxu, colá San Jom, cabozouk, sono alcuni dei generi musicali attraverso cui gli artisti capoverdiani esprimono la ricchezza culturale, sedimentata nel corso di cinque secoli di oppressione coloniale portoghese e che noi abbiamo provato a far conoscere anche in Italia, insieme alla sua storia ed agli innumerevoli aspetti culturali tipici dell’arcipelago.
Adesso che quell’esperienza radiofonica è arrivata al capolinea (chissà, forse un giorno potrebbe ricominciare!), il mio impegno per la diffusione della conoscenza della musica capoverdiana si trasferisce su questo blog appena creato.
Iscriviti a:
Post (Atom)
