giovedì 25 marzo 2010

Concerto di Jerusa Barros



Musica capoverdiana inedita.
26 marzo 2010, concerto di presentazione del nuovo EP “Jerusa Barros & Cabeça Negra” , prodotto da Fabio Rizzo e Francesco Cimino, al Teatro Montevergini di Palermo, ore 21.00.
Ingresso euro 5,00.
Per l'occasione sarà in vendita il cd ad un prezzo speciale di euro 5,00 anzichè euro 8,00.

http://www.myspace.com/jerusabarros

domenica 14 febbraio 2010

Herminia

Purtroppo questo blog sta rischiando di diventare una raccolta di necrologi e di notizie tristi per la musica capoverdiana. Ma sembra che in queste prime settimane del 2010 le uniche notizie relative alla musica siano solo quelle relative alla scomparsa di qualche artista più o meno famoso.
L’otto febbraio infatti è morta un’altra artista, si tratta della cantante Hermínia da Cruz Fortes conosciuta anche come Hermínia d´Antónia de Sal o semplicemente come Herminia.
Era nata a São Vicente 65 anni fa ma si trasferì a Sal all’eta di dodici anni. Cominciò a cantare da giovane ma incise il suo primo disco, “Coraçon leve”, solo nel 1998.
Il disco, che contiene dieci tracce, è stato curato ed arrangiato meravigliosamente da Vasco Martins, che è anche l’autore dei testi e delle musiche di tutte le canzoni. Ad accompagnare Herminia in questo primo disco anche la chitarra di Voginha.
Herminia incise anche un secondo disco nel 2006, dal titolo “Do Sal”, che contiene 12 tracce fra cui anche alcuni brani noti della musica tradizionale capoverdiana. L’arrangiamento è curato da Voginha e vede la partecipazione tra gli altri di Morgadinho, Teófilo Chantre con cui Herminia si esibisce in duo.

Coraçon leve (1998)

1. Filosofia
2 . Vazio
3. Segrete é so pa um
4. Coraçon leve
5. Naviu naviga
6. Força juntode
7. Fogue na olhar
8. Terra q’sede
9. Vida è rudonde moda um anel
10. Um porte aberte

Do Sal (2006)

1. Antonim Marta
2. Angola
3. S’um sabia
4. Nhô Manê Valentim
5. Bia
6. Mama Cabra
7. Caminho de dja Brava
8. Cavol ta bai, ta bem (1)
9. Moco amador
10. Ribera d’vinha
11. Disgosto profundo
12. Cavol ta bai, ta bem (2)

mercoledì 20 gennaio 2010

Lela de Maninha

Ancora un lutto in questo inizio 2010 nel campo della musica capoverdiana.
Dopo la scomparsa di Kodé di Dona, patriarca del funaná, e dopo la tragica morte del giovane musicista Vadú, originario dell’isola di Santiago, il 19 gennaio, nella província di Benguela, in Angola, è morto il compositore mindelense Armando António Lima, meglio conosciuto come Lela di Maninha.
Il nome del compositore, che viveva in Angola da oltre 50 anni, è legato soprattutto alla composizione “São Vicente de longe”, che Cesária Évora ha portato al successo nel 2002 e che è anche il titolo del disco.

giovedì 14 gennaio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

Kodé di Dona

19 aprile 2007 - Kodé di Dona al Quintal da Música

Kodé di Dona, uno dei più importanti musicisti di funaná, è morto il 5 gennaio scorso nell’ospedale Agostinho Neto di Praia, dove era stato ricoverato il giorno precedente in seguito ad una crisi respiratoria.
Parlare di Gregório Vaz o, come era meglio noto, di Kodé di Dona, significa raccontare un pezzo di storia della musica capoverdiana ed in particolare di Santiago e del genere musicale funaná.
Da tutti era riconosciuto come il patriarca del genere e quanti sono riusciti a far conoscere il funaná anche al di fuori dei confini nazionali, (da Katchass ed al gruppo da lui fondato, i Bulimundo, fino ai Ferro Gaita, uno dei gruppi musicali più longevi e che ha fatto del funaná uno strumento di successo senza precedenti, a Capo Verde e non solo) devono molto a questo artista.
Kodé di Dona era nato nel 1940 a Chaminé, nel municipio di São Domingos e viveva a São Francisco, sempre all’interno dell’isola di Santiago ed era il figlio più piccolo di una famiglia numerosa, da qui il nomignolo che è diventato anche nome d’arte (col termine Kodé infatti viene designato, in una famiglia, il figlio più piccolo).
Era suonatore di gaita, l’organetto diatonico, che insieme al ferrinho, costituiva lo strumento tradizionale ed essenziale per suonare il funaná.
Nelle esecuzioni dal vivo e nelle registrazioni si faceva accompagnare dal figlio Zezito che suonava il ferrinho.
Oltre che musicista fu compositore di celebri brani che sono diventati dei veri e propri inni del funaná e che non possono mancare nel repertorio di chiunque si voglia cimentare con questo genere. Basta pensare a “Fomi 47”, in cui Kodé di Dona racconta l’esilio forzato dei capoverdiani a São Tomé, o di “Febri di funaná”, brani che furono interpretati con successo fra gli altri anche dai Bulimundo, dai Simentera, dal gruppo Finaçon, e da Tito Paris.
Discografia:

Codé di Dona(1997)
1. Pé di pedra
2. Pomba
3. Teresinha
4. Mudjer di nhô
5. Grogo
6. É dor di mas
7. Tchora
8. Corno
9. Rufan barela
10.Nanda
11. Tota Barela
12. Lumi

Djan-Bai (2001)

1. Costa sô Seta
2. Bia Di Polon
3. Djan Bai
4. Fomi 47
5. Brinca So Sabi
6. Pa dan di méu
7. Tanha nha Bulodja
8. Problema
9. Bela Andrade
10.Polícia De Praia

Cap Vert (1996)

1. Titina Lopi bu ka ten kabelu
2. Mi môkeru nka pôdê ku el
3. N ta bal d´Agusta
4. Valza Braz du Puldina
5. Santu Antoniu di Belem
6. Fomi 47
7. Nha Rufan Barela
8. Minina, kus´e k´N fasê-u
9. Sôdadi San Fransisku
10. Bala Branka
11. Amizadi la korason
12. Mi N ta rabola
13. Prêtinha Lopi
14. Seis anus na Tarrafal
15. E sima pomba ku mama
16. Tra-l pe di labada nôbu

mercoledì 25 novembre 2009

Ildo Lobo (1953 - 2004)

Ildo Lobo nasce a Pedra do Lume, nell’isola di Sal, il 25 novembre 1953.
Cresce in un ambiente familiare favorevole alla musica. Il padre, Antoninho Lobo, è uno dei più noti e più richiesti cantanti dell’isola.
Il giovane Ildo, si trasferisce a Praia, nell’isola di Santiago, per frequentare le scuole superiori.
Nel frattempo continua ad interessarsi alla musica e nel 1973, all’età di 20 anni, entra a far parte del gruppo Os Tubarões che ben presto diventa il gruppo capoverdiano più conosciuto all’estero, dopo l’indipendenza.
Negli otto dischi usciti dal 1976 al 1994 rielabora in chiave moderna i generi della morna e della coladera, ma anche certe manifestazioni culturali tipiche dell’arcipelago come la Tabanca ed il Colá Sanjon.
Nell’ultimo disco, Porton de nós ilha, sono presenti tre pezzi scritti da un giovane musicista allora pressoché sconosciuto, Orlando Pantera, vera promessa della musica capoverdiana, purtroppo scomparso prematuramente.
Conclusa l’esperienza col gruppo Os Tubarões, nel 1996 esce, per l’etichetta Lusafrica di José da Silva, Nós morna, il suo primo disco come solista, in cui renderà omaggio alla figura del padre, che l’ha iniziato alla musica. Il disco è curato da Marío Lúcio Sousa, leader e fondatore dei Simentera, e passa in rassegna il genere della morna in tutte le sue sfumature.
Nel 2001 esce, ancora per la Lusafrica, Intelectual, che riscuote un notevole successo anche all’estero. Alla realizzazione di questo disco collaborano anche alcuni dei musicisti che solitamente accompagnano Cesária Évora.
Muore il 20 ottobre 2004 in seguito ad un infarto.A novembre 2004 esce postumo Incondicional, per la Harmonia-Lusafrica.

Ildo Lobo è stata una delle voci più amate e più espressive di Capo Verde.
Con la sua scomparsa Capo Verde perde uno degli esponenti più importanti dal punto di vista culturale ed uno dei maggiori difensori della sua musica tradizionale.
Ha rappresentato la voce di un paese finalmente libero, dopo anni di lotta per l’indipendenza, portando in giro gli ideali di libertà non solo per il suo paese ma anche per tutti i popoli oppressi in ogni angolo di mondo.
Una voce che difficilmente potrà essere dimenticata, e non solo a Capo Verde.

Discografia:

Con Os Tubarões
Pepe Lopi (1976)
Tchon di Morgado (1976)
Djonsinho Cabral (1979)
Tabanca (1980)
Tema para dois (1982)
Os Tubarões (1990)
Os Tubarões ao vivo ( 1993)
Porton d’nós ilhas (1994)

Da solista:
Nós morna (1996)
Intelectual (2001)
Incondicional (2004)

lunedì 28 settembre 2009

Manel d'Novas

Nella mattinata di oggi, 28 settembre 2009, è morto Manel d’Novas, il più grande compositore capoverdiano.
Nacque il 24 dicembre del 1938 a Penha de França, frazione di Tarrafal di Monte Trigo, nell’isola di Santo Antão, ma visse gran parte della vita a Mindelo, nella vicina isola di São Vicente.
Prima di dedicarsi completamente alla composizione fece anche il marinaio ed il soprannome “De Novas”, deriva proprio dalla nave Novas de Alegria con la quale solcò i mari di mezzo mondo.
È ricordato come compositore sia di mornas che di coladeras, composizioni rese immortali dalle interpretazioni soprattutto di Bana, di Cesária Évora e dal gruppo Os Tubarões col mai dimenticato Ildo Lobo.
Manel d’Novas può senza dubbio essere paragonato ai più grandi compositori capoverdiani di sempre, tra i quali Eugénio Tavares e B. Léza.
Nelle sue composizioni ha saputo interpretare lo spirito satirico del capoverdiano e della società mindelense, accompagnandolo prima verso l’indipendenza, cantandone le speranze e le illusioni e poi nella costruzione di una stabile democrazia.
É disponibile una biografia del compositore, “Manel d’Novas: música, vida, caboverdianidade”, opera del sociologo César Monteiro.