venerdì 13 luglio 2012

Festival Sete Sóis Sete Luas (1993-2012)

Programma del Festival Sete Sóis Sete Luas 2012

Domenica 15 luglio 2012:
Ore 20.00 - Gau Tapak, aperitivo e degustazione di tapas dai Paesi Baschi, con l’esibizione del gruppo di danze tradizionali rumene Dor Calator.
Ore 21.30 - Deabru Beltzak, teatro di strada itinerante con partenza da Piazza della Stazione.
Ore 22.30 - 7Sóis.Orkestra.20° (Mediterraneo).

Lunedì 16 luglio 2012:
Ore 21.30 - Dor Calator (Romania).
Ore 22.00 - Custódio Castelo e Cristina Maria (Portogallo)

Martedì 17 luglio 2012:
Ore 21.30 - inaugurazione dell’esposizione di pittura “Triunfo da Independência Nacional” di José Maria Barreto (Capo Verde).
Ore 22.00 - Cordas do Sol (Capo Verde).

Mercoledì 18 luglio 2012:
Ore 22.00 - Jesus Fernandez (Andalusia)

Giovedì 19 luglio 2012:
Ore 22.00 - 7Luas.Orkestra.20° (Mediterraneo) con la partecipazione del coro di voci bianche Athor del Primo Circolo di Vittoria.

Informazioni al pubblico info@7sois.org – tel. 0587 090493
Ufficio stampa: Sara Valente, cell:3458483669, mail: sara@7sois.org
Appuntamenti al Centrum Sete Sóis Sete Luas
Viale Rinaldo Piaggio 82 - Pontedera
Ingresso libero

venerdì 11 maggio 2012

SWAGATO - SASSETTI

Due lutti in questi ultimi giorni hanno colpito due artisti europei che in qualche modo hanno avuto a che fare con Capo Verde.

Ieri, 10 maggio, è scomparso il sassofonista e flautusta tedesco Swagato, che si era stabilito a Capo Verde, scegliendo Mindelo come luogo dove esprimere le sue doti professionali, collaborando con tanti artisti locali tra i quali Bau, Micau, Hernani Almeida, Zé Paris, Jenifer Soledade, con cui ha dato vita al progetto musicale Olinos.
Risultato di questa collaborazione è il cd del 2005 “Enkantod k’bo rosto”.

Un altro artista, il pianista portoghese Bernardo Sassetti, è tragicamente morto oggi, 11 maggio, a seguito di una caduta da una roccia a Praia do Guincho, Lisbona.
Bernardo Sassetti era nato nel 1970 a Lisbona e aveva collaborato fra gli altri, anche con Mário Laginha, Camané, Mayra Andrade e Tito Paris.

lunedì 2 aprile 2012

Capo Verde terra d'amore 3

Omaggio a Cesária Évora
e presentazione del volume 3 di
“CAPO VERDE, TERRA D'AMORE”

Giovedì 5 Aprile 2012
al THE PLACE di Roma
Via Alberico II, 27/29 (zona Vaticano)

Sarà una conferenza stampa simpatica ed informale, in onore e in ricordo di Cesária Évora. Uno show-case - tra il dialogo e la musica - finalizzato a festeggiare il successo dell'intero progetto "CAPO VERDE, TERRA D'AMORE"
e la nascita della collana discografica “CANTATE IN ITALIANO”.

INTERVERRANNO:
• l'Ambasciatore di Capo Verde in Italia, José Eduardo Barbosa;
• la portavoce del World Food Programme dell'ONU, Vichi De Marchi;
• il produttore esecutivo, Alberto Zeppieri;
• i presidenti delle associazioni di Capoverdiani in Italia;
• alcuni Artisti, protagonisti del progetto, tra i quali GRAZIA DI MICHELE, MARIELLA NAVA, KARIN MENSAH, TINKARA, EDOARDO DE ANGELIS, LUCILLA GALEAZZI, MIMI' DE MAIO, GINO SANTERCOLE e altri ancora.
Racconteranno il loro avvicinamento alla musica e all'arte di Cesária Évora, la genesi del progetto, la scelta della loro canzone “adottata a distanza”....

Agli amici capoverdiani, THE PLACE offre di poter cenare
a queste condizioni speciali :
a) forfait cena, escluso bevande: euro 25
b) cena a la carte, con acqua e vino
e una copia del cd “Capo Verde, terra d'amore” vol. 3: euro 40
cucina aperta dalle ore 20.00
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show-case ore 22.00
INGRESSO LIBERO, SU PRENOTAZIONE
fino ad esaurimento dei posti disponibili

giovedì 22 marzo 2012

domenica 18 dicembre 2011

Cize (1941 - 2011)


Non ci sono termini adeguati ad esprimere l’importanza che Cesária Évora ha nella musica capoverdiana e, attraverso la musica, il ruolo che ha svolto per far conoscere Capo Verde nel mondo e non solo dal punto di vista musicale.
Per molti l’interesse per Capo Verde è nato proprio ascoltando una morna interpretata da Cesária Évora.

Nasce a Mindelo, nell’isola di São Vicente, il 27 agosto 1941.
La madre si guadagnava da vivere facendo la cuoca; il padre suonando come violinista, ma morì quando Cesaria aveva appena sette anni.
La madre allora la affida all’orfanotrofio locale dove comincia a cantare nel coro.
Più tardi, comincia ad esibirsi nei bar di Mindelo allietando gli avventori del famoso Calypso e Café Royal con le tradizionali morna e coladera.
I compensi consistevano in pochi scudi, o qualche bicchiere di grog e qualche sigaretta.
In poco tempo si fece conoscere a São Vicente e nelle altre isole, senza tuttavia immaginare minimamente di poter un giorno diventare la diva che oggi tutti conoscono.
Continua a rimanere legata alla sua terra ed alle abitudini, tra povertà ed alcolismo, cantando le sofferenze della vita, la malinconia, la sodade, l’esilio, temi tipici della tradizione musicale e culturale capoverdiana che lei ha ereditato particolarmente da un suo antenato, Francisco Xavier da Cruz, più noto come B.Léza, tra i più importanti compositori di morna di sempre.
Nonostante la crescente popolarità fu costretta tuttavia ad abbandonare la vita che conduceva a causa di seri problemi di salute che la tennero lontana dai bar, suoi palcoscenici preferiti, per circa un decennio.
Nel 1985 riprese a cantare, incoraggiata da Bana, voce storica del panorama musicale capoverdiano, da molti anni residente a Lisbona. Bana la convinse a recarsi a Lisbona dove, grazie all’associazione delle donne capoverdiane locali, si esibì in una serie di concerti. E proprio grazie a loro riuscì a registrare il suo disco di esordio che se pur non riscosse un grande successo, tuttavia le fece conoscere José da Silva, il manager della Lusafrica, l’uomo che più tardi sarebbe diventato il suo produttore discografico.
José da Silva convince Cesária a recarsi a Parigi dove nel 1988 registra un nuovo disco La diva aux pieds nus. 
A distanza di due anni, nel 1990, è di nuovo in sala di registrazione dove registra Distino di Belita, sotto la direzione artistica di Paulino Vieira.
Il disco successivo, del 1991, Mar Azul, interamente acustico, segna un altro passo avanti verso il successo internazionale che arriva nel 1992 con Miss Perfumado.
Di questo disco sono state vendute in poco tempo oltre 300.000 copie. Era la consacrazione definitiva di una diva che si esibì all’Olympia di Parigi, il tempio della musica parigina, registrando il tutto esaurito per due sere di seguito e davanti ad un pubblico in delirio.
Nel 1994 esce una raccolta dei suoi maggiori successi Sodade, les plus belles mornas de Cesária.
L’anno successivo, nel 1995, è la volta di Cesária, altro disco che le consente di farsi conoscere in tutto il mondo, anche grazie ad un tour che tocca le più importanti città europee, ma anche l’America e l’estremo oriente.
Nel 1997 esce l’album Cabo Verde, con arrangiamenti di Bau.
L’anno successivo esce un’altra raccolta dei suoi maggiori successi Best of Cesária Évora.
Nel 1999 registra Café Atlântico con arrangiamenti di Jacques Morelenbaum e insieme gli artisti cubani dell’Orquesta Aragon. Continua instancabilmente a tenere concerti dappertutto ed ovunque è sempre un grandissimo successo. Ormai Cesária è diventata un punto fondamentale nel mondo della world music. Sono innumerevoli le sue collaborazioni con artisti di varie provenienze ed i suoi dischi sono tra i più venduti nel suo genere.
Nel 2001 esce São Vicente di longe, altro disco di successo, registrato tra Parigi, L’Havana ed il Brasile, che vede la partecipazione di grandi nomi della musica mondiale, oltre a Jacques Morelenbaum, partecipano artisti come Caetano Veloso, l’Orquesta Aragon, Chucho Valdes.
Nel 2002 esce un'altra raccolta di successi, distribuiti in un CD doppio “Antologie: Mornas e Coladeras”.
Nel 2003 Cesária è impegnata in un disco Club Sodade, che comprende alcuni dei suoi successi remixati da importanti DJ francesi.
Il 2004 è l’anno della consacrazione sancita anche dall’assegnazione dell’ambito premio Grammy Award per la world music per il disco Voz d’amor.
Nel 2006 esce Rogamar, il primo disco registrato nei nuovi studi della Lusafrica di Mindelo.
Radio Mindelo invece è un doppio CD composto di vecchie registrazioni, in cui è possibile ascoltare la voce di Cesária quando giovanissima si esibiva nei bar di Mindelo. Un prezioso documento, quanto di più nuovo poteva uscire su disco della produzione della cantante.
Nel 2010 esce il suo ultimo disco, mentre Cesária &, una raccolta di duetti in cui la diva si esibisce con altri grandi artisti della world music, a testimonianza della capacità di Cesária di spaziare nel panorama musicale internazionale.
Nel settembre 2011, a causa di problemi di salute, è costretta ad interrompere la carriera musicale e decide di ritirarsi dall’attività concertistica.
Tanti altre incisioni hanno visto la luce nel corso della sua non lunghissima carriera, raccolte di successi, best of, compilation, e vari interventi in dischi di altri artisti, senza dimenticare il contributo che Cesária ha dato ai due volumi “Capo Verde terra d’amore, 1 e 2”, del produttore Alberto Zeppieri, in cui si esibisce insieme ad alcuni artisti italiani.
Cesária ci ha lasciato il 17 dicembre 2011, e soprattutto ci ha lasciato decine di incisioni attraverso cui sarà possibile ascoltare per sempre la voce autentica, la vera anima di Capo Verde.

Distino di Belita (1990)                    Paulino Vieira/ Luís Morais/Ramiro Mendes
Mar Azul (1991)                               
Miss Perfumado (1993)                   
Cesária (1995)                                  Paulino Vieira
Cabo Verde (1997)                           Paulino Vieira
Café Atlântico (1999)                       Jacques Morelenbaum
São Vicente di Longe (2001)            Fernando Andrade/Rafael Lay Bravo
Club sodade (2003)
Voz d’amor (2004)                            Vince il Grammy Award per la world music
Rogamar (2006)
Radio Mindelo (2008)
Nha Sentimento (2009)
Cesária & (2010)

lunedì 24 ottobre 2011

O Novíssimo Testamento


Mário Lúcio Matias de Sousa Mendes, più noto come Mário Lúcio, nasce a Tarrafal, nel nord dell’isola di Santiago, nel 1964.
A 12 anni rimane orfano di padre e da allora vive a Chão Bom, il campo di prigionia dove, durante il periodo coloniale, venivano internati e torturati gli oppositori politici al regime portoghese. Qui viene preso in affidamento dai militari dell’esercito e vi rimane fino a quando si trasferisce a Praia, per intraprendere gli studi superiori.
Nel 1984, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce a Cuba, dove si iscrive alla facoltà di Diritto, all’Università dell’Avana.
Fa ritorno a Capo Verde nel 1990, con la laurea in Diritto e tanta esperienza nel campo musicale, grazie ai numerosi contatti con gli artisti locali.
Intraprende la carriera di avvocato e viene eletto in Parlamento, dove assume l’incarico di deputato per il PAICV dal 1996 al 2001.
Le sue due grandi passioni però sono la letteratura e la musica.
Nel 1992, insieme a Teté Alhinho, fonda il gruppo Simentera, che ha costituito un passaggio importante nella storia della musica capoverdiana essendo il gruppo corale e acustico che più e meglio ha saputo rappresentare le espressioni culturali presenti in tutte le isole dell’arcipelago di Capo Verde, oltre a rivendicare la cultura africana come parte importante dell’identità capoverdiana.

Discografia dei Simentera:
Raiz (1995)
Bairro e voz (1997)
Cabo Verde em serenata (1999)
Tr’adictional (2003)

Terminata l’esperienza con i Simentera, Mário Lúcio nel 2004 intraprende la carriera da solista.
Ad oggi ha al suo attivo quattro dischi:

Mar e Luz (2004)
Ao vivos e aos outros (2006)
Badyo (2007)
Kreol (2010)

Ha partecipato a numerosi progetti di altri artisti capoverdiani, oltre ad aver prodotto il primo disco da solista di Ildo Lobo (Nôs Morna, 1996) e quello di Lena França, componente dei Simentera, (Amornado, 1999).
Eclettico e versatile polistrumentista, è uno dei pochi suonatori di cimboa esistenti a Capo Verde.
Si è esibito sui palchi di varie città del mondo e in vari continenti e si è sempre circondato di grandi artisti, sia nelle produzioni dei Simentera che nei dischi da solista.
Hanno collaborato con lui artisti di varie nazionalità: Marío Laginha, Maria João, Pedro Joía, Teresa Salgueiro, Luís Represas, Harry Belafonte, Gilberto Gil, Paulinho Da Viola, Milton Nascimento, Pablo Milanés, Ralph Tamar, Mário Canonge, Manu Dibango, Touré Kunda, oltre a grandi nomi della musica capoverdiana fra cui Cesária Évora, Mayra Andrade, Paulino Viera e Djinho Barbosa.
Tra gli eventi più importanti da lui ideati ed organizzati va ricordato senz’altro il Fesquintal de Jazz, un festival di jazz, ma più in generale di musica capoverdiana, che tra il mese di aprile e maggio del 2002 ha riunito, a Praia e a Cidade Velha, per la prima volta, molti dei più grandi ed importanti artisti di tutto l’arcipelago e della diaspora capoverdiana.
Nel 2011 è stato nominato Ministro della Cultura del Governo di Capo Verde.

Oltre ad esprimersi al meglio nel campo musicale, fino a diventare uno degli artisti più importanti del panorama capoverdiano contemporaneo, Mário Lúcio fa parte del movimento della nuova generazione di pittori: sue opere sono state esposte a Capo Verde e anche all’estero.

Altra sua grande passione è da sempre la letteratura.
Come scrittore si è distinto in vari generi letterari. Le prime pubblicazioni riguardano opere poetiche.
“Nascimento de um mundo” è una raccolta di poesie del 1990, mentre del 1992 e “Sob o signo da luz” e “Para Nunca mais falarmos de Amor” del 1999.
Nel 2000 viene pubblicato il romanzo “O trinta dias do homem mais pobre do mundo”. Del 2003 è “Vidas paralelas”.
Ha scritto anche opere di teatro tra cui “Saloon”, pubblicato nel 2004 e “Teatro” nel 2008.
Sue poesie sono state pubblicate in varie riviste specializzate tra le quali Podogó, Ponto & Vírgula, Fragmentos, Voz di Letra, Voz di Povo.
Un suo racconto figura nell’antologia di racconti inediti capoverdiani “Tchuba na Desert” del 2006.
Nel 2009 Mário Lúcio ritorna al romanzo con “O novíssimo testamento”, primo romanzo pubblicato in Portogallo, dalla casa editrice Dom Quixote, con cui vince il premio letterario Carlos de Oliveira nel 2009.

O NOVÍSSIMO TESTAMENTO
E se Gesù resuscitasse donna?

Un’opera che rappresenta decisamente un salto di qualità nella produzione letteraria di Mário Lúcio ma anche della letteratura capoverdiana e lusofona in generale.
Un romanzo fluviale, suddiviso in paragrafi e capitoli dove non viene mai utilizzato un punto. Si potrebbe dire che non arriva mai ad punto finale, ed anche nel testo, la storia al termine sembra ritornare alle prime pagine del libro.
Lo stile è qualcosa che ricorda le magie narrative e letterarie di Gabriel Garcia Marquez, quello delle opere più grandi, passa dal Brasile di Jorge Amado, continua con la straordinaria capacità affabulatoria di Saramago, e approda a Capo Verde con una sintesi di tutti questi elementi che danno origine ad uno stile tipico dell’oralità realizzato in maniera magistrale e con grande abilità da Mário Lúcio.
L’opera si inserisce nel più ampio panorama letterario tipico del realismo magico africano, così come già affrontato e trattato da autori come il mozambicano Mia Couto, caratterizzato stilisticamente anche da giochi di parole, lunghe enumerazioni caotiche, circolarità del tempo e trovate magiche che conferiscono a volte al romanzo un’aura di esilarante ironia.

L’autore ambienta la storia al tempo in cui Capo Verde è ancora una colonia portoghese.
La narrazione inizia con un mistero difficilmente spiegabile: una donna sta morendo e il suo ultimo desiderio non è quello di ricevere la benedizione di un prete, ma quello di farsi fotografare, visto che un fotografo perpetua la vita e che non aveva mai avuto la possibilità di essere ritratta nel corso della sua esistenza.
La nipote della donna morente si prodiga per trovare un fotografo ma al momento del flash la vecchia scompare, per ricomparire sotto altre forme quando la foto viene sviluppata. L’autorevole voce del prete decreta che il miracolo che si è appena compiuto consiste nel fatto che Cristo è ritornato sulla terra in un corpo di donna.
Il tutto si svolge inizialmente in un piccolo villaggio nel nord dell’isola di Santiago. Il luogo diviene, in breve, centro di pellegrinaggio dove accorrono fedeli, credenti e curiosi da ogni parte del mondo, tutti desiderosi di capire cosa ne è stato della donna, e anche di verificare di persona quanto diviene in poco tempo di dominio pubblico, e cioè che la donna è una sorta di reincarnazione di Gesù con le sembianze di una donna, per poter così chiedere un miracolo.
Da qui il titolo dell’opera, dopo il Vecchio Testamento, dove viene annunciata la venuta del Messia, dopo il Nuovo Testamento, dove si narra la vita, la morte e la resurrezione di Gesù, ecco il Nuovissimo Testamento, che dà conto di come Gesù risorge nel corpo di una donna, venuta per inaugurare La Terza Età dell’Uomo.
Per avere un’idea di come scrive Mário Lúcio in questo romanzo, è sufficiente dare un’occhiata a questo sito: http://www.buala.org/pt/mukanda/novissimo-testamento-de-mario-lucio-sousa-pre-publicacao

Mi auguro che qualche editore si accorga presto di questo straordinario lavoro per proporlo al pubblico italiano.

lunedì 10 ottobre 2011

Kontinuasom


Kontinuasom è il risultato di una cooperazione tra Spagna e Capo Verde che ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura musicale e la realtà sociale dei capoverdiani, soprattutto di chi affronta l’avventura e la dura esperienza dell’emigrazione, alla ricerca di una speranza di progresso.
Il regista, lo spagnolo Óscar Martínez, parte dalla realtà musicale di Capo Verde per costruire la storia di Beti, una ballerina della compagnia di danza Raiz de Polon, che vive a Capo Verde, a cui viene offerta la possibilità di esibirsi in uno spettacolo musicale capoverdiano a Lisbona e cominciare così una nuova vita ed una nuova carriera artistica in Portogallo.
Beti riceve la proposta mentre sta girando le isole, insieme a Princezito, per organizzare un incontro musicale fra i più importanti e noti artisti capoverdiani e, a partire da questa proposta, comincia a vivere un profondo conflitto, peculiare dell’identità costruita nel corso dei secoli dalla diaspora del suo popolo, che vive l’angoscioso e doloroso dilemma di sempre: il desiderio di partire e di ritornare, ma anche il desiderio di rimanere nella propria terra. Sentimenti da sempre espressi e sintetizzati dai capoverdiani attraverso la musica.
Il film può essere considerato anche un viaggio attraverso la musica capoverdiana ed i suoi numerosissimi interpreti ed autori.
Tra gli artisti che hanno partecipato alla realizzazione ed alla buona riuscita del documentario è facile riconoscere, tra i tanti Princezito, Samira, Celina Pereira, N’Toni Denti d’Oro, Nasia Gomi, Kodé Di Dona, Nha Valila, Lela Violão, Sema Lopi, Daniel Rendall, Mário Lúcio, Cesária Évora, João Branco, Bento Oliveira, Ferro Gaita, Vadu, Grupo de danza Raiz de Polon, Manu Preto, Grupo Tabanka Achada Grande, Grupo Batucaderas Terrero, Lura, Tcheka, Sara Tavares, Nancy Vieira, Jennifer.
Altri artisti ed istituzioni non compaiono nella pellicola ma hanno sostenuto il progetto, tra i più noti: Teté Alhinho, Teresina Araujo, Djinho Barbosa, Nhonho Hopffer, Tito París, Gamal, Betinho, Quintal da Música, Gugas Veiga, Dulce, Elias (Restaurant O Poeta), OTC Espanhola Cabo Verde, ministero della cultura di Capo Verde, Carlos Carvalho (Instituto de Investigação e Patrimonio Cultural), TACV, Protezione Civile di Praia, Centro Culturale Portoghese in Capo Verde, Só Sabi, Festival Mindelact, Camera Municipale di Praia e Mondalo, Pensão Ninho das Aguilas (Lisbon), Teatro da Garagem – Teatro Taborda (Lisbona), Isa Peixinho, Isabel Freire, Wonderfull Cova da Moura, Centro Cultural di Belém (CCB).
Il documentario, scritto in criolo e sottotitolato in portoghese, è una produzione NGO-ASAD, Útopi e Animasur del 2009, ed è coprodotto dalla Radio Comunitaria Voz Ponta de Agua.

Regista:                                   Óscar Martínez
Produttore:                              Ignacio Tamayo
Direttore Artistico:                   José A. Pascual
Supervisore delle musiche:       Princezito
Direttore della Fotografia:        David Domínguez
Durata:                                    80 minuti